Nairobi senza pensieri – Inside Nairobi: Hakuna Matata

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Nel mese di settembre 2013 siamo partiti alla volta di Nairobi, città in cui abbiamo trascorso due giorni in attesa di incontrare la nostra guida per la visita ai parchi Masai Mara e Tzavo Ovest.

 

In September 2013 we spent two days in Nairobi, before  meeting our tour guide for Maasai Mara National Reserve and Tsavo Ovest National Park.

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Il primo impatto con Nairobi non è positivo, infatti, la città è sporca e con un sacco di problemi dovuti, principalmente al divario socio economico in cui versano i suoi abitanti.

La metà della popolazione vive in baraccopoli di lamiera chiamati slums; i quartieri sono fatiscenti, le strade non sono asfaltate con conseguenze predivibili in termini di traffico.

I trasporti pubblici sono regolati da autobus sgangherati che non seguono un percorso prestabilito, né tantomeno, esistono orari, biglietti e fermate: la salita e la discesa sono regolati a chiamata negli angoli più disparati della città.

 

My first impression of Nairobi is not positive, the city is dirty  with a big gap between rich and poor people.

Half of the population lives in slums; the neighborhoods are crumbling, the roads are not asphalted with traffic-predictable consequences.

Public transport is regulated by obsolete buses that do not follow a pre-determined route: there are no schedules, tickets or bus stops  

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Tuttavia, superato l’impatto iniziale e superficiale, Nairobi è una città che emoziona e meraviglia; l’essenza della capitale del Kenya è la sua popolazione e la multiculturalità, che affascina ed incuriosisce.

Le parole rese celebri da Timon e Pumba nel film di animazione Disney – Hakuna Matata – rappresentano effettivamente la filosofia di vita di ogni kenyota, e confesso, inoltre, che non è poi così difficile lasciarsi coinvolgere  dallo stile di vita tranquillo e senza pensieri diametralmente lontano dai ritmi frenetici cui siamo – non sempre a ragione – abituati.

 

 

However, after the first and superficial impact, Nairobi is a city that excites; the essence of Kenya's capital city is its multiracial population.

The words Hakuna Matata made famous by Timon and Pumbaa in the Disney animation movie - - actually represent the life philosophy of every kenyan and I also confess that it is not so difficult to get involved in such quiet and easy lifestyle.

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Uno dei posti da non perdere  è il  David Sheldrick Elephant Orphanage & Giraffe Centre situato all’interno del Parco Nazionale di Nairobi.

 Si tratta di una sede di una associazione fondata nel 1977 che porta il nome di un celebre naturalista e che punta a proteggere e conservare la fauna selvatica anche grazie a programmi di difesa del benessere degli animali e in aiuto, in particolare, dei piccoli di elefante e rinoceronti rimasti orfani a causa di incedenti o per opera dei bracconieri. Anche se è aperto solo per un’ora al giorno, la vista commovente dei piccoli elefanti che giocano nel fango con i loro custodi resta, a mio avviso, una tappa irrinunciabile. 

 

One of the most beautiful and emotional place in Nairobi is the David Sheldrick Elephant Orphanage & Giraffe Centre a haven for elephants orphans, rhinos and other animals

The Orphans’ Project exists to offer hope for the future of Kenya’s threatened elephant and rhino populations as they struggle against the threat of poaching for their ivory and horn, and the loss of habitat due to human population pressures and conflict, deforestation and drought.

The youngest elephants come trotting out of the bush to greet their keepers who stand at the ready with giant bottles of milk. For the next 10-15 minutes you can watch each little one slurp and gargle their milk. When they're done, there's water to play with and keepers to nudge and get hugs from.

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Commenti

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  1. Dasynka

    A volte si fatica a credere che esistano realtà così.. è davvero molto formativo condividere queste esperienze e te ne ringrazio.

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      Ema

      Eh già, sono realtà che vanno vissute in prima persona per poterle comprendere in pieno! Grazie a te!

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    Ema

    Bella domanda Luca, per alcuni versi, vivono meglio loro, una vita più tranquilla e meno stereotipata…legata alle tradizioni ed alla famiglia….il punto è: noi riusciremmo a separarci dai nostri supporti elettronici per più di una giornata….?

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