Browsing Tag

fiume

Europa Ungheria

Budapest: cosa vedere in 2 giorni

By
on
10/01/2018

Quest’anno abbiamo deciso di trascorrere il Capodanno a Budapest, capitale dell’Ungheria.

Budapest rivela tutta la sua bellezza all’alba. Mentre pian piano il sole sorge  tinge la città di Pest di tinte pastello, che si irradiano fino alla vicina Buda come in un enorme specchio.

Ma Budapest è meravigliosa anche di notte. Il ponte delle catene, il più vecchio ponte della città è illuminato da centinaia di luci bianche, come del resto tutti gli edifici pubblici e l’incantevole Palazzo del Parlamento Ungherese.

Budapest è una città viva a tutte le ore  del giorno e della notte; i turisti che arrivano da ogni parte del mondo hanno sempre la sensazione che qualcosa di straordinario accada dietro ogni angolo.

 

Molte sono le città costruite intorno alle riva di un fiume e in molti casi il fiume diventa centro nevralgico della città, ma nessun fiume ha la vis attrattiva del Danubio, maestoso ed imponente corso d’acqua che ha ispirato la penna di noti  scrittori e poeti.

Il Danubio ed il suo panorama, sono stati classificati come patrimonio dell’Unesco, a buon diritto!

Non è assolutamente un’esagerazione affermare che Budapest sia una delle città più belle ed affascinanti d’Europa.

Di seguito, invece, vi elenco le principali attrazioni della città:

  1. Palazzo Reale di Buda
A Buda, il Palazzo Reale sorge su di una collina, come nelle migliori tradizioni.
In realtà, non uno ma ben tre castelli sono stati costruiti su questo sito.
Il palazzo è raggiungibile dall’argine del Danubio tramite una speciale funicolare,  il Siklò
 
     2. Il Ponte delle Catene

Il Ponte delle Catene è il simbolo di Budapest; è stato il primo attraversamento permanente del Danubio sul territorio ungherese, e solo il secondo per lunghezza.

E’ stato ufficialmente inaugurato il 20 Novembre 1849.

  1. Tutti i ponti di Budapest

Secondo la superstizione, se esprimi un desiderio mentre passi sotto un ponte  con una barca, quel desiderio si avvererà.

A Budapest puoi esprimere nove desideri.

La maggioranza dei ponti fu ricostruita, ma le condizioni del Ponte Elisabetta erano talmente disastrate da rendere necessaria la costruzione di un ponte completamente nuovo.

Il Ponte della Libertà, restaurato nel dopoguerra, fu inaugurato nel 1896 per celebrare il millennio della conquista magiara.

 

  1. Il Palazzo del Parlamento Ungherese

Non credo ci siano parole sufficienti a descrivere la magnificenza di questo capolavoro di architettura neo-gotica.

Libeamente ispirato al Palazzo di Westminster di Londra, è situato sulla sponda del Danubio dalla parte di Pest.

  1. Sulle tracce del patrimonio mondiale a bordo del tram n.2

Il Tram n.2 è un ottimo modo per conoscere le attrazioni più belle della città ungherese.

Il viaggio su rotaia per la città parte dalla piazza che si trova di fronte al parlamento.

  1. Budapest è la capitale mondiale delle sorgenti termali

Nel 1934, Budapest ottenne il titolo di città delle terme ed il riconoscimento ufficiale di essere l’unica capitale al mondo ad avere il maggior numero di sorgenti idrotermali e minerali.

Le temperature delle acque vanno da 21 a 78 ° C e in totale le fonti erogano 70 milioni di litri di acqua al giorno.

Il particolare contenuto di minerali dell’acqua le rende particolrmente efficaci nel trattamento dei disturbi motori, circolatori e ginecologici.

 

  1. Vaci Utca, la via pedonale più lunga della città

La via pedonale più famosa del centro città, Vàci utca, inizia di fronte al mercato coperto. Oggi, come in passato, è il cuore pulsante del commercio della capitale ungherese.

Vàci utca termina in piazza Vorosmarty, dominata sul lato da Gerbeaud, uno dei caffè più raffinati di Pest.

  1. Lo Zoo di Budapest

Lo Zoo di Budapest è la meta ideale per tutta la famiglia.

E’ stato inaugurato nel 1866 e nell’ultimo decennio ha subito un significativo rinnovamento.

Al suo interno, circa 100 ettari di terreno, convivono 500 animali diversi e 4.000 specie di piante.

Molto popolare tra i bambini – Jacopo si è divertito da matti – è l’area destinata agli animali “domestici”, i più piccoli possono, infatti, dilettarsi a dar da mangiare a vitellini e caprette.

  1. Il Goulash

Se avete intenzione di visitare Budapest, non potete non provare il Goulash!

Il Goulash è una zuppa di carne e verdure sapientemente aromatizzate con la paprika; piatto dell’antica tradiione ungherese, è diventato molto popolare in tutta l’Europa dell’Est.

Rappresenta un ottimo esempio di come semplici ingredienti, sapientemente cucinati, possono trasformarsi in un connobio molto gustoso!

Senza dubbio una cosa da non perdere!

p.s. alcuni ristoranti preparano delle varianti non molto speziate adatte anche ai vostri bambini. Jacopo è diventato un grande estimatore del Goulash.

Budapest è, dunque, a tutti gli effetti una delle metropoli culturalmente più rilevanti dell’Europa orientale.

Inoltre, la capitale ungherese si è conquistata un posto di prim’ordine nell’industria cinematografica di Hollywood ed Europa, ed è considerata la seconda location cinematografica europea più importante  dopo Londra.

Se volete maggiori informazioni sul ruolo cinematografico di Budapest, vi suggerisco di leggere il mio post “Budapest sul grande schermo”.

Bulgaria Europa

Sofia in due giorni: l’itinerario completo alla scoperta della capitale bulgara

By
on
29/11/2017

Ciao travelers, oggi vi portiamo a Sofia, la caitale della Bulgaria!

Per il secondo anno consecutivo il mio adorato maritino ha scelto il regalo perfetto per il mio compleanno.

So già che molti di voi staranno pensando a vestiti, gioielli, profumi, orologi….etc, e, invece, il regalo perfetto per i miei primi 37 anni è stato un viaggio: un weekend alla scoperta della capitale bulgara.

Il volo è stato prenotato con leggero anticipo ed abbiamo volato con la Wizzair, da Orio al Serio, per la cifra di € 60,00 A/R per due adulti ed un bambino.

E’ stata la nostra prima volta con questa compagnia low cost che, ad essere sinceri, ci ha piacevolmente sorpresi. Gli aerei sono puliti  le sedute comode, inoltre, il personale è cordiale e non invadente.

Sofia

Siamo arrivati a Sofia intorno alla 17:00 ed abbiamo optato per il taxi per raggiungere il nostro appartamento in pieno centro.

Ecco, con il senno di poi, vi suggerisco di utilizzare la metropolitana, indubbiamente il mezzo più veloce e comodo per raggiungere il centro città.

L’appartamento che abbiamo prenotato tramite Booking.com, presso l’Orange Flower Appartaments è situato in una posizione strategica, a pochi minuti a piedi dai principali luoghi di interesse.

Devo ammettere che è enorme, pulito e dotato di ogni comfort (lavatrice, micronde, bollitore, macchina per il caffè, tv) e caratterizzato da un allegro color arancione!

Il costo per due notti è di € 85,00.

Dopo aver lasciato le valigie e dopo un breve e rigenerante pit stop, abbiamo bigellonato per il centro della città ed in particolare abbiamo passeggiato per la famosa Vitosha Boulevard, strada simbolo della vita notturna, ricca di negozi e di numerosi locali aperti tutto il giorno.

Il viale è reso ancor più suggestivo dalle numerose luminarie tipiche del periodo natalizio.

Per cena abbiamo provato il ristorante Hadjidraganov’s Cellars, situato in una traversa del Vitosha Boulevard.

Il locale è super gettonato,  non soltanto da turisti, soprattutto durante i weekend, motivo per cui vi consiglio di prenotare.

La cucina è quella tipica bulgara, l’atmosfera anche, i piatti sono abbondanti edai gusti ben equilibrati.

Per i più piccoli è possibile ordinare del filetto di pollo alla griglia e delleottime patate al forno.

All’arrivo ci è stato offerto un antipasto a base di una selezione di formaggi e crostini e per Jacopo, un set per colorare.

I prezzi sono decisamente al di sotto della media italiana.

Dopo cena abbiamo fatto una breve sosta al supermercato (a circa 200mt dal nostro appartamento, ed aperto sino alle 22:00) per acquistare l’essenziale per la colazione, acqua, e della frutta.

Il sabato mattina la sveglia è implacabile, alle 08:00 siamo tutti e tre fuori, pronti ad affrontare una giornata dal ritmo serrato.

L’impatto con la temperatura gelida non è proprio piacevole, ma la voglia di scoprire Sofia ed un coffe to go rendono tutto più semplice.

CATTEDRALE DI SANTA DOMENICA

Prima tappa della giornata è la cattedrale ortodossa di Santa Domenica che si erge maestosa all’inizio del Vitosha Boulevard.

L’ingresso è libero, l’interno è molto ricco e la pareti completamente affrescate.

CHIESA DI SAN GIORGIO

Dalla cattedrale di Santa Domenica, a distanza di pochi metri, si trova la chiesa di San Giorgio (la Rotunda), l‘edificio pià antico di tutta Sofia che, nel corso degli anni è passata dall’essere una chiesa cristiana, una moschea ed infine, un museo.

PALAZZO PRESIDENZIALE

Il nostro tour prosegue fino al Palazzo del Presidente della Repubblica; degno di nota è il cambio della guardia che, di regola, avviene ogni ora.

TEATRO IVAN VAZOV

Sofia è nolto apprezzata anche per i suoi spazi verdi, collegati da 20km di pista ciclabile.

Noi abbiamo attraversato il Sofia City Garden, il parco centrale della capitale bulgara per raggiungere il National Theatre Ivan Vazov, noto per il suo bel frontone neoclassivo, interamente ristrutturato nel 2006.

CHIESA RUSSA DI SAN NICOLA

Dopo circa 10 minuti di cammino scorgiamo la piccola chiesa russa di San Nicola.

Non si può non rimanere affascinati dai suoi bulbi verdi ed oro, a mio parere, preludio alla maestosa cattedrale di Alexander Nevskij, simbolo indiscusso di Sofia.

Si narra che se si scende nei sotterranei della chiesa russa per scrivere i propri desideri, questi si avvererenno.

CATTEDRALE DI ALEXANDER NEVSKJI

Intorno alle 11:30 raggiungiamo la cattedrale di Alexander Nevskij, l’edificio pià rappresentativo di Sofia.

La cattedrale è una delle più grandi chiese ortodosse al mondo.

Lo stile, puramente, bizantino affascina per l’imponenza della struttura a più livelli architettonici e per i contrasti cromatici tra il bianco della pietra e le cupole oro e verde acqua.

Se l’esterno vi sembra imponente, aspettate di visitare l’interno per rimanere a bocca aerta innanzi ad innumerevoli affreschi e splendide iconostasi.

Vi sono finiture decorative in marmo di Carrara, alabastro, onice ed oro

I MERCATINI DELLE PULCI

A Sofia non mancano occasioni per fare ottimi acquisti in uno dei tanti mercatini dislocati in diversi punti della città.

Noi abbiamo gironzolato tra le bancarelle del mercatino dell’antiquariato situato nella piazza vicina alla cattedrale di Alexander Nevskij.

Qui è possibile acquistare vecchi cimeli di guerra (maschere antigas, documenti militari dell’epoca) icone sacre, e per gli appassionati, vecchie macchine fotografiche.

Inutile direche al termine di una breve contrattazione abbiamo acquistato un ottimo Zeiss Jena Tessar, 50m, f/2.8 del 1965 ed una Pentacon, Praktica L2.

Per pranzo siamo stati al Raketa Rakia Bar.


L’ambiente è molto caratteristico in pieno stile sovietico anni 70-80; ricorda l’ambientazione della serie televisiva “The Americans”.

Non potete andar via senza aver provato la Rakia, un superalcolico simile al brandy e alla vodka, ne hanno oltre 150 varietà.

MOSCHEA BANIA BAZI DZAMIJA

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso la moschea Bania Bazi Dzamija, ideata dallo stesso architetto delle meschee del Bosforo, Sinan, noto come il “Michelangelo del Medioriente”.

Intorno alle 17:00 siamo rientrati a casa nella “vana” speranza che Jacopo facesse un breve sonnellino.

Alle ore 19:30 avevamo un tavolo prenotato presso il Moma Bulgarian Food and Wine

Anche per la seconda cena abbiamo scelto la cucina tipica bulgara, ma a differenza de l precedente, l’atmosfera al Moma è decisamente più elegante.

La selezione dei piatti offerta, pur rappresentando la tradizione culinaria bulgara, ha una rivisitazione moderna.

Lasciatevi consigliare dal personale di sala, non ve ne pentirete.

Dopo cena, spinti dal clima giovane e frizzante del Vitosha Boulevard, e per nulla intimoriti dal freddo, abbiamo sorseggiato un’ottima birra locale in uno dei tanti locali che caratterizzano ed animano la via più famosa di Sofia.

LE NOSTRE CONSIDERAZIONI

La domenica mattina abbiamo raggiunto l’aeroporto in metropolitana (n.b. i biglietti sono giornalieri e possono essere acquistati necessariamente il giorno del loro utilizzo) e come da tradizione, ci siamo lasciati andare a impressioni e bilanci.

Sofia è una città che sicuramente vale la pena visitare, vuoi per le sue origini antiche, per la differente cultura e tradizione, vuoi, anche per la sua economicità.

E’, comunque, una meta non invasa dal turismo di massa nonostante rientri a pieno titolo tra le mete più economiche, se rapportata alle altre capitali europee.

Vale la pena dedicarle un weekend, tempo più che sufficiente per visitarla in lungo e in largo, approfittando, ovviamente, delle tariffe aeree convenienti attraverso le compagnie low cost quali Wizzair e Ryanair

Europa Friuli Venezia Giulia Italia

Tarvisio e la montagna in estate!

By
on
01/09/2017

Tarvisio

L’estate, per me, ha sempre significato mare, spiagge bianche ed odore di salsedine; quest’anno, complice il caldo torrido di luglio e le (non molto velate) pressioni di mio marito, abbiamo deciso di trascorrere 10 giorni in quota, a Tarvisio nella splendida cornice del Friuli Venezia Giulia.

Che dire, sono bastati due giorni per abbattere ogni muro di diffidenza sulla montagna quale meta turistica estiva! E’ stata, in definitiva, una vacanza ricca di emozioni e avventure formato famiglia.

La valle del Tarvisiano è bellissima, particolarmente ricca di attività ricreative e luoghi da visitare; inoltre, da non sottovalutare, la posizione strategica a pochi passi  dalla Slovenia (Lubiana e Lago di Bled) e dall’Austria.

Tarvisio

Il Rifugio Zacchi

In primo luogo, abbiamo deciso di testare la nostra indole da esploratori cimentandosi con  il percorso CAI per raggiungere il rifugio alpino Zacchi.

Quindi, partendo da Tarvisio, ci siamo diretti, in auto, ai Laghi di Fusine, sino al parcheggio del Lago Superiore.

Da lì parte una stradina, molto dolce, senza salite che termina con un bivio: da un lato,  una larga strada di ghiaia, utilizzata anche dalle auto per raggiungere il rifugio, dall’altro, il percorso nel bosco, più breve, ma anche più impegnativo.

Inutile dire quale dei due percorsi il mio dolce maritino ha suggerito di percorrere!! 

Il percorso CAI

La Salita

In breve, con mia grande gioia  (finta!) ci siamo addentrati nel percorso boschivo confidando nel fatto che potesse essere semplice e non eccessivamente impervio, considerata anche la presenza di Jacopo, 2 anni e mezzo appena e alla sua prima esperienza da escursionista.

Devo ammettere, però, che il piccolo di casa ha sconvolto non solo noi, ma anche gli altri escursionisti incrociati, perché è riuscito a percorrere l’intero sentiero da solo, con gioia ed entusiasmo e senza la minima esitazione, anzi, in più di un’occasione mi ha rimproverata per essermi fermata a riposare. 

L'instancabile Jacopo

Al di là della mia scarsa attitudine montana, il percorso CAI, completamente all’ombra, perchè protetto da una foresta di alberi altissimi e verdissimi,  offre dei paesaggi suggestivi, in un crescendo emotivo, che trova l’apice al raggiungimento del rifugio.

Piccola cascata lungo il percorso

Il Monte Mangart

Per concludere, giunti alla meta,  l’esigenza di fermarsi qualche minuto (non solo per riprendere le forze) ma per contemplare la bellezza della natura intorno a sè è inevitabile. Lo sguardo è catturato dalla magnificenza del Mangart , la montagna alta 2,677 m, quarta vetta più alta delle Alpi Giulie, posta al confine con la Slovenia.

Il Mangart
Jacopo al termine del percorso CAI

La Discesa

Dopo aver rinfrancato la mente ed il cuore, abbiamo offerto ristoro anche al corpo, occupando uno dei tavolini esterni del rifugio, per prendere una bibita ghiacciata, ed un piatto di pasta al ragù, per Jacopo.

Dopo un’ora, abbiamo deciso di ritornare al lago inferiore  percorrendo questa volta la strada di ghiaia; il piccolo di casa a metà strada ha indicato lo zaino portabebè sulle spalle del papà, rimasto vuoto durante l’ascesa,  ed ha deciso di fare il passeggero fino a valle.

Il Rifugio Zacchi

I Laghi di Fusine

I Laghi di Fusine sono uno dei luoghi più affascinanti del Friuli Venezia Giulia; due laghi alpini circondati da boschi di conifere, con abeti rossi, abeti bianchi e faggi. 

Il Lago Superiore,situato a 929 metri slm, ha una profondità massima di 10 metri ed una superficie di 9 ha, mentre il Lago Inferiore, collocato a 924 metri slm, ha una profondità massima di 25 metri ed una superficie di 13,5 ha.

In breve, qui la natura fa da protagonista ed è d’obbligo rilassarsi  sui prati che circondano i laghi, osservando i paesaggi bucolici e le placide anatre che nuotano, indisturbate, nelle loro acque verde smeraldo.

Relax al Lago
Il paesaggio bucolico
Il Lago inferiore

Monte Lussari

Altra tappa imperdibile nel Tarvisiano, inoltre,  è il Monte Lussari, fortunatamente per me, raggiungibile attraverso la telecabina che in 10/15 minuti ti fa percorrere gli 800mt di dislivello comodamente seduta e senza sforzo.

Il Monte Lussari è, dunque,  un gioiello di incomparabile bellezza naturalistica sul quale sorge un piccolo borgo che si sviluppa intorno al Santuario che accomuna il ceppo etnico slavo, italiano e tedesco.

Sul luogo nel 1360 fu edificata una chiesetta, oggi meta di pellegrinaggi; ma la zona è meta ideale anche per gli appassionati di sport. Gli amanti dello sci, infatti, possono arrivare sulla vetta del monte da cui parte la Pista Di Prampero, che offre una delle più emozionanti discese della regione.

Monte Lussari
Panorami Mozzafiato

Orrido della Slizza

Tre giorni dopo l’escursione al Rifugio Zacchi, e dopo che ogni singolo muscolo del mio lato B ha smesso di dolermi, abbiamo deciso di percorrere il sentiero Orrido dello Slizza;questo sentiero gradinato e protetto da passamano  segue il cammino disegnato dal fiume Slizza.

Sin dal primo tratto si possono ammirare le bellezze naturali costituite dalle rocce calcaree erose dall’azione dell’acqua, dalla variegata vegetazione ricca di mille sfumature e dalle acque del torrente, che qui assumono un’incantevole colorazione verde. 

Il sentiero
Il fiume Slizza

Superate le passerelle si scende lievemente fino alla riva del fiume e successivamente si risale fino ad incontrare una galleria scavata a mano.

Da questo punto, inoltre, si può ammirare il sovrastante ponte ferroviario in ferro della vecchia linea Tarvisio – Lubiana, dismessa oramai da moltissimi anni. Il ponte, alto 63 metri fino al pelo dell’acqua è percorribile grazie ad una passerella pedonale.

Continuando la salita all’interno del bosco si raggiunge in breve tempo Via Bamberga, punto di partenza.

Incantevole colore delle acque

Il Fontanone di Goriuda

Il sito di maggior interesse dell’intera valle è, a mio avviso il Fontanone di Goriuda, a Chiusaforte (UD).

Il fontanone si trova nel Parco Naturale delle Prealpi Giulie ed è raggiungibile percorrendo un sentiero agevole e breve (circa 15min di cammino) al termine del quale si raggiunge la grotta, e, quindi, la maestosità della cascata.

Seguendo il sentiero che parte dalla staccionata, dunque, possiamo andare all’interno della caverna, dietro la cascata, e lo spettacolo è assicurato. 

 

Il Fontanone di Goriuda
La cascata

Il Lago del Predil

A circa 10 Km da Tarvisio si trova il Lago del Predil, un idilliaca conca, un tempo ghiacciato che offre la possibilità ai numerosi visitatori di passare una giornata piacevole e rilassante, grazie anche alla presenza di uno stabilimento balneare che fornisce una zona spiaggia ed attrezzature nautiche quali barche, pedalò o canoe, oltre a giochi per bambini e ad una scuola di windsurf.

Infine, se avete intenzione di passare una giornata al Lago del Predil vi consiglio di ritagliare un’oretta da dedicare all’escursione alle Miniere di Cave del Predil per un’esperienza unica ed affascinante.

Il Lago del Predil
1,2,3...splash!!!

La miniera di Raibl

La miniera di Raibl è stata per secoli una delle più importanti miniere europee di piombo e zinco. Chiusa nel 1990, oggi è diventata il Parco internazionale geominerario di Raibl, monumento alla memoria del lavoro operaio e meta turistica.

La vecchia miniera era costituita da un reticolo di 120 km di gallerie disposte su 19 livelli, che scendevano fino a 520 m di profondità. Ora è possibile visitare alcuni degli spazi al suo interno, percorrendo parte delle gallerie a piedi o a bordo di un trenino elettrico. 

Per la visita è consigliato un abbigliamento invernale, la temperatura in miniera, infatti, si aggira intorno ai 6-9° C tutto l’anno ed il tasso di umidità è del 98%, un microclima ideale per chi soffre di asma o di malattie polmonari. Recentemente, infatti, un medico di Udine sta cercando di ottenere il via libera per lo sfruttamento della miniera a beneficio di pazienti con problemi respiratori!